Utente: cielodafrica
Nome: Laura
Rompiscatole, testona, folle... Mi hanno soprannominata "Makena", che significa "quella che sorride". Per il resto, fate voi.

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Wild Horse IV
Operatori di pace
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L'Africa, e tutto quello che le gira intorno. Amo i tramonti di fuoco e le albe di zaffiro, cariche di promesse. Il rumore del vento tra gli alberi, e ascoltare la voce della pioggia da sotto le coperte. Amo il cielo blu, le nuvole di panna. Amo il colore dei fiori, le foto in bianco e nero, l'oro del grano. Il sapore del mango e della papaya. Mio nipote Biran. L'amore che avrebbe potuto essere ma non sarà...Donatien.
Odio
I cretini. A qualunque specie appartengano.
Leggo
Isabel Allende, Larry Collins e Dominique Lapierre, Umbero Eco, Italo Calvino. Ma anche Rosamund Pilcher, Nicholas Evans e Maeve Binchy. Ma un posto d'onore è riservato ad Harry Potter...in inglese.
Ascolto
Andrea Bocelli, Lara Fabian e Céline Dion. Youssou N'Dour, Lokua Kamza, Mory Kanté. Amedeo Minghi ed Ennio Morricone. Myriam Makena, Koffi Olomide, Anggun. I Pooh, Bryan Adams. I Queen e i Red Hot. E quando ho voglia...Rondò Veneziano, Ravel, Vivaldi e Mozart.
Disclaimer
Questo guazzabuglio di parole non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Quando ne ho il tempo e la voglia, insomma. Non può ASSOLUTAMENTE considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001
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ben *loading* volte qualcuno ha perso tempo qui...
Chi c'è e chi no
Un viaggio lungo un sogno...
Racconti e ricordi di un anno sotto il cielo dell'Africa
martedì, 26 febbraio 2008, 10:21
Oggi racconto una favola...
C'era una volta una bambina bellissima e buona, si chiamava Gloria.
Viveva a Lubumbashi, in un quartiere grande che si chiama Tabacongo, dove, prima della guerra, c'era una grande industria che lavorava il tabacco. E c'era lavoro per tutti, o quasi.
Gloria aveva 7 fra sorelle e fratelli, ed abitava insieme a loro, ai nonni ed ai genitori in una casetta di argilla con il tetto di lamiera, ma stava bene...giocava con i suoi fratelli e con i suoi amici. Andava a scuola e badava alle capre ed alle galline.
Gloria era la più piccola, ma aveva fretta di crescere...
Un brutto giorno il nonno, ormai anziano, che viveva con Gloria, morì...
Però quel nonno, nonostante l'età lavorava ancora un pochino, e i soldini che guadagnava erano importanti in casa. Non è possibile che sia morto. Qualcuno gli ha fatto un sortilegio e l'ha ucciso. Ma chi...MA CHI?
Tutti cominciarono a sospettare di tutti...finchè un giorno, la piccola Gloria trovò davanti alla sua casetta una biglia di vetro, di quelle bianche, opache, con una macchia marrone proprio nel mezzo. Proprio simile ad un occhio.
Un tesoro, per una bambina abituata a giocare con nulla.
La mamma la trovò così, accovacciata a terra, con la sua bella biglia tra le mani.
E cacciò un urlo. La strega, aveva trovato la strega...
Poi tutto di corsa...
Gloria venne portata da un "esorcista", che a forza di torture cercò prima di farle confessare il sortilegio che aveva fatto al nonno, per ucciderlo e poi cavargli l'occhio per giocarci.
Poi, per cercare di cacciarle il maligno dal corpo.
Ma forse l'esorcista non era poi così bravo...il maligno non se ne andò...la bimba continuava a negare.
Gloria fu picchiata talmente forte che è un miracolo se è ancora viva...venne abbandonata al mercato della ferrovia. Dove per fortuna trovò una donna che la accompagnò dalle suore, che la accolsero, povera creatura.
Gloria ora ha 12 anni, è sempre bellissima, ed intelligente.
Fa la seconda media, e vorrebbe diventare infermiera.
GloriaEccola, Gloria.
Che insieme ad altre 36 bambine vive a Maison Laura Vicuna, a Lubumbashi.
Ognuna ha la sua storia di violenza, guerra, morte ed abbandoni. Ma ognuna ha ancora il suo sorriso ben stretto sul volto.

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lunedì, 18 febbraio 2008, 10:49
Oggi la mia direttrice torna a Lubumbashi. Anzi, forse sarà già sull'aereo.
E' stata a Roma negli ultimi tre mesi. Chiamata dalla sua congregazione per dirigere i lavori di una commissione.
Ci siamo sentite al telefono poche volte in questi mesi...sono colpevole, non ho mai trovato il tempo di andarla a salutare. I dissapori e le incomprensioni di un anno di convivenza hanno avuto la meglio.
Eppure...ieri mi ha scritto che mi aspetta, quest'estate. Che la comunità, la gente del villaggio, vuole che torni.
E solo Dio sa quanto sono stata vicina, questa mattina, ad entrare in agenzia e comprare un biglietto di sola andata per Lubumbashi.

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